Teorie sulla maledizione della tomba di Tutankamon

Scienza e spiegazioni della maledizione della Tomba di Tutankamon
Varie teorie comunque hanno tentato di far luce sulla vicenda :

Teoria dei residui psichici o Teoria dell'egiziano Khalid Messiah

Secondo costui le mummie non sono completamente morte, ma hanno in se una qualche energia vitale, irrimediabilmente negativa per l'uomo moderno. Nel corso dei suoi esperimenti al fine di dimostrare la sua tesi, questi ha potuto constatare che ogni qualvolta utilizzava il pendolo su una mummia, una profonda stanchezza si impadroniva di lui. Una volta fu addirittura ritrovato in uno stato simile al coma che perduro' per alcuni giorni.

Teoria della radioattivita' dell'uranio

Questa teoria sostiene che gli egiziani erano molto abili nella estrazione, lavorazione ed utilizzo dell'uraniogia' dai tempi dell'Antico Egitto.

Ad avvalorare questa e' un fisico spagnolo che riteneva che gli antichi egizi, avessero scoperto i poteri dell'Uranio e lo utilizzassero per proteggere i loro templi, piramidi e simili, ricopeprendo i pavimenti di lastre di uranio per causare morte o gravi lesioni fisiologiche.
La conoscenza dell'uranio da parte degli egizi era dovuta al fatto che questo si trova anche nelle stesse rocce in cui si trova l'oro e gli egizi erano grossissimi estrattori d'oro. Ragione per cui questa tesi non sembra poi tanto infondata

Teoria dell'infezione virale

Essa attribuisce i nefasti esiti della maledizione all'azione di un virus. Essa si muove dalla constatazione che tutti gli scienziati, archeologi, medici o professori che hanno partecipato direttamente od indirettamente alla esumazione della mummia del faraone Tutankhamun, sono stati colpiti da una sintomatologia piuttosto analoga: prurito, irritazione della pelle, bruciore di gola, infezione alle vie respiratorie così diffuse da interessare, a volte, laringe e bronchi. Anche Carter ne soffriva, sebbene il suo fisico piuttosto forte non ne fu fatalmente segnato. I medici interpellati all'epoca, non potendo distinguere di cosa si trattasse, parlarono di Malattia Coopta. Nel 1962 due medici egiziani, nell'esaminare i resti di una mummia coopta, isolarono un virus ancora vivo ed attribuirono ad esso le cause delle strane morti. Ma un altro scienziato era di un parere opposto, affermando che le morti erano da attribuirsi alla Q-fever, frequente negli ambienti chiusi e polverosi e che era improbabile che dei virus potevano restare in vita per tutti quei millenni. Di certo c'e' soltanto che tutti coloro che ebbero a che fare con tombe mummie e scoperte analoghe, nel giro di poco tempo accusarono disturbi medesimi, ma pochi di essi morirono. La morte sopravveniva, a quanto pare, in coloro che avevano un fisico piuttosto fragile, come quello di Lord Carnavon. Solo nel 2002 si riesce a dare una spiegazione a quell'insolito numero di decessi : l'australiano Mark Nelson ha dimostrato che statisticamente l'archeologia, come venivasvolta a quei tempi, comportava non pochi rischi per la salute e che quindi da analisi statistiche su altre morti di archeologi in quella zona si poteva evidenziare che i decessi non dipendevano dalla bara in particolare, ma era una prerogativa di strutture simili a quella della tomba del faraone Tutankamon.

Teoria dell'Histoplamosis

Una terza teoria, di matrice sudafricana, chiama in causa i pipistrelli. La storia di questa teoria, prende le mosse nel 1955, anno in cui una societa' incarica uno speleologo di effettuare alcune rilevamenti in una caverna, alla ricerca di guano di pipistrello ritenuto un ottimo fertilizzante. Lo speleologo per parecchi giorni si introdusse nella grotta portando a termine il suo lavoro. Quando si appresto' a raggiungere la sua famiglia, durante tutto il viaggio in treno, comincio' ad avvertire un malessere generale. Poco dopo, sentì un forte bruciore al petto, oppressione sui bronchi con conseguente difficolta' respiratorie. Arrivo' a casa che quasi non si reggeva in piedi, venne sorretto fino al letto e di lì a poco le sue condizioni peggiorarono al punto di raggiungere uno stato pre comatoso. Furono molti i medici che vennero interpellati, ma nessuno di essi riuscì ad inquadrare il caso clinico entro gli schemi delle malattie fino ad allora conosciute. Finche' un medico ebbe un intuizione. Si ricordo' di una malattia di cui aveva appreso nozione durante un convegno, tale malattia denominata HISTOPLASMOSIS, pareva che colpisse senza eccessiva frequenza proprio gli speleologi. Il medico fece gli opportuni prelievi ed invio' i campioni ad un centro di analisi sollecitandone la risposta. Il responso fu positivo: era HISTOPLASMOSIS,ed il paziente guarì con della penicillina. A questo punto il medico, valutando i casi della presunta maledizione in rapporto ai sintomi della HISTOPLASMOSIS, noto' che molte delle morti imputato alla maledizione furono invece causate dalla malattia. Tale malattia, pero', era trasmessa o causata, dai pipistrelli e, dopo tutto, nelle tombe antiche c'era di tutto ma di pipistrelli nemmeno l'ombra. Si chiamarono in causa dei funghi, portatori, piu' o meno, della medesima malattia ma la teoria aveva perso di fascino e poco tempo dopo si spense.

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